Castelsardo

IL MUSEO DELL'INTRECCIO A CASTELSARDO
IL MUSEO DELL'INTRECCIO A CASTELSARDO

A Castelsardo, dal 1991 il Castello è la sede del bellissimo Museo dell'Intreccio mediterraneo all'interno del quale il percorso espositivo è articolato in precise aree tematiche, suddivise in nove sale, disposte su due livelli.
Al primo piano,nelle sale 1,2,3,4 è descritta l'arte della panificazione attraverso i manufatti utilizzati dalle donne per fare il pane. Qui si trovano esempi dei famosi cestini di Castelsardo ,dai più antichi a quelli dei giorni nostri.
I materiali usati per intrecciare i cestini erano e sono le fibre vegetali spontanee oppure coltivate del territorio: fieno marino ( la pagliola), rafia grezza, fieno di grano, palma nana. Gli strumenti per la lavorazione erano e consistono ancora oggi in un ago.Le tecniche utilizzate sono due : spirale a punto fisso e spirale a torsione.
Nella sala 5 si trovano oggetti relativi all'arte del dolce tipico che provengono da tutta la Sardegna,oggetti che hanno a che vedere con la farina come setacci,crivelli,corbule...Queste ultime facevano parte del corredo nuziale e venivano date in dote a ogni sposa.
Al secondo piano, nella sala 6 ci sono gli oggetti legati alla vita domestica, molti dei quali realizzati con la palma nana come i fiaschi per il vino,i fusi per filare la lana, cesti da bucato,palme pasquali di buon augurio, un pulcinaio, cioè una grande gabbia intrecciata per raccogliere i pulcini, un' istoiedda da ziminiera cioè una stuoia su cui sdraiarsi davanti al camino , un coffinu di dolu , un cesto tipico per i momenti di lutto.
Nelle sale 7 e 8 c'è la parte dedicata alla pesca, sia di lago che di mare, con l'esposizione di imbarcazioni tipiche come i fassoi e attrezzi come le nasse, utilizzate per catturare molte varietà di pesci , comprese le aragoste, caratteristiche di questi fondali.
Infine nella sala 9 si possono vedere gli oggetti dedicati al mondo agricolo e alla pastorizia, strumenti confezionati con la tecnica a incrocio come redini,funi di palma nana intrecciata, fuscelle per la ricotta e il formaggio, contenitori per spurgare le lumache etc... Venivano costruiti utilizzando piante spontanee come il mirto, il salice, l'olivastro, il lentisco, la palma nana e il giunco.
Il Museo dell'Intreccio mediterraneo a Castelsardo è in Sardegna uno tra i musei che registrano più presenze... non si può non visitare!